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81CARRACCI.ponimenti dopo Rafaelle. Del colorito in Roma, oltre li qua-dri di San Gregorio, e la Samaritana, le fauole del camerinoFarneſe; e nella Galeria l'altre di Mercurio, e Paride, di Gio-ue, e Giunone, e Gannimede sono essempi stupendi del co-lore, e così rincontrandosi ad vno ad vno libellissimi ignudiàsedere sotto i Termini, anzi tutta la Galeria insieme ritienela forza, & armonia maggiore del pennello, che in opera sigrande è degna di maggiore stima. Quanto il buon genio diAnnibale poteua egli chiamarsi fauoritissimo dalla sua Miner-ua nell'inuentare, & eseguire facilmente le cose più difficiliet era tanto chiaro, non solo à se stesso, che tosto dilucidaua,et apriua la via à gli altri, come fece à fratelli, ed à tanti suoidiscepoli, pigliandoli quasi per mano, e conducendoli fuoridelle difficoltà, e delle tenebre. Contuttociò qualche voltaveniua anch'egli ritardato, non potendo giungere con l'operaalla perfettione della mente, come si rincontra nè suoi reite-rati studij, la figura di Hercole, che sostiene il globo con gliasterismi, imitata da vn altro Hercole antico di marmo nelpalazzo Farnese. Annibale nel disporlo perfettamente variòmolti disegni, e schizzi, de' quali oltre il numero di venti hab-biamo veduto, concorrendo à quell'ultime linee della gratia,che consiste in vn punto. Hauendo però egli in questa figuraconseguito quanto si può dall'arte, e dalla natura, non lasciòmodo a due li più chiari ingegni, l'Albano, e'l Domenichino,li quali nel medesimo soggetto douendo rappresentare Atlantecol mondo sù le spalle, non poterono variarne i lineamenti, estimarono meglio l'imitarlo, che deteriorarlo; e ciò à sommalode di Annibale, e di essi insieme deue attribuirsi. Gittò eglipiù d'vna volta à terra parte delle fauole, e de'partimenti di-pinti nella Galeria, non potendo sodisfarsi, per la superiori-tà dell'idea, che auanzaua l'opera; e con rifare, dupplicauavolentieri le fatiche, vsando non solo i disegni ben forniti, maanche li cartoni, sino de' quadri ad olio. Ma per compireil nostro ritratto, volgiamoci ancora à qualche neo de' costumi;certo è che Annibale in tante commendationi di virtù, lasciòalcuna nota nè suoi disegni; e tal volta ancora staua troppo