ANNIBALE64huomini neri, come sono gli Etiopi, per fuggire la bruttez-za delle figure in due storie principali, e per l'altre ragioniche si tralasciano per breuità.Sotto ciascuno di questi due quadri sono disposte tre fi-gure ignude sedenti, finte di bronzo verdi; due si veggono perfianco, vna nel mezzo, & in faccia, in atto di reggere, con lemani sopra il collo, e sopra il capo, e con lenzuoli dietro invarij moti, nelle quali lauorò anche il Domenichino.Pose nel vero Annibale ogni più esquisita industria nelritrouare, & ordinare le fauole con gli episodij di questo suonobilissimo poema; così può chiamarsi tutto il componimen-to, nel quale egli preualse tanto, e tanto si eleuò con l'inge-gno, che acquistossi al nome suo vn ornatissima lode immor-tale. Percioche fù da lui ordinato con istupende inuentioni,ed in tanta moltitudine di figure viuono i sensi, e le passionidi ciascuna. Qui sono li moti terribili, gli amorosi, e gli al-tri humani affetti, e con bellissime acconciature di panni, siaccompagnano le viuezze de gl'ignudi, di ogni età, e d'ognisesso. In quest'opera egli tradusse le bellezze greche, quasi lestatue di Glicone, e d'Apollonio, e de gl'altri celebri Scul-tori gli hauessero seruito di modello nelle attitudini de gliHercoli, e de' Polifemi. Nè minore dee riputarsi l'ingegno diquesto grand'Artefice nel collocare li quadri frà li scomparti-menti di sopra nell'altezza della volta, principalmente laBaccanale, e l'altre due fauole vicine, doue considerando egli,che le figure ne'quadri riportate là sopra, non haurebbono ri-tenuto gratia, e che più tosto sarebbono apparse lunghe, ecadenti, moderò questa difficoltà, con tenere il punto bassoe con accommodarle alquanto al sotto in sù della veduta; nongià nel modo, che sogliono vedersi le cose vere in iscortomà contentandosi solo di appagare l'occhio; e così con la li-cenza de'più dotti maestri, vscì dalle regole, con meraui-glioso effetto. Ben puoi Roma gloriarti dell'ingegno, e dellamano di Annibale, quando in sua virtù, rinuouossi in te ilsecolo d'oro della pittura; ma sarà nostro biasimo, se consibelli essempi, la giouentù trascurerà la gloria del pennello,men-
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