ANNIBALE42prudenza, tronca il capo al vitio figurato in Medusa, mentregli huomini affissandosi in esso, senza consiglio diuengono stu-pidi, e di sasso.In questa e nell'altre imagini descritte raccoglieremo al-cuni essempi dell'anacronismo vsato con molta lode da Annibale; poiche Mercurio non fù presente nè infuse la medicina nellatazza contro l'incantata beuanda di Circe, fingendo Homerodiuersamente, cioè che Mercurio date ad Vlisse le radici, el'herbe, se ne volasse al cielo. Nè Minerua lo ritenne con lamano, legato all'arbore della naue, per saluarlo dall'insidiosocanto delle Sirene, ma così lo dispose il pittore per denotarel'assistenza diuina, e riportare in vna attione, & in vn temposolo, quello, che in più tempi, ed attioni diuerse, fà commoda-mente il poeta con le parole. Così hora nella fauola di Perseo,hauendo à lui Mercurio data la spada, Annibale nondimeno lofigurò presente alla decollatione di Medusa, per contrasegnoma nel fingerui Minerua, che tiene lo scudo rilucente, egli sivenne à conformare con Luciano, che questa fauola descrisse.Però li Pittori sono necessitati seruirsi spesso dell'anacronis-mo, ò riduttione d'attioni, e di tempi varij in vn punto, ed invna occhiata dell'historia, ò della fauola, per far'intendere colmuto colore in vno istante quello, che è facile alpoeta con lanarratione, ed in tal modo certamente l'Artefice diuieneinuentore, e si fà proprie l'inuentioni altrui, accrescendo, ediminuendo, con lode grandissima. Con queste pitture Anni-bale nè fatti d'Hercole intese la vita attiua, e contemplatiuain quelli d'Vlisse la medicina, e la fuga contro il vitio, nè fra-telli Catanesi l'ammirabile valore della virtù, cedendo loro levoraci fiamme. Vltimamente ci propone Medusa per lo ga-stigo del vitio punito da gli huomini e dal cielo, secondo fù el-la superba, & empia nel volersi inalzare sopra le diuine forme.Il quale argomento è degno inuero della camera destinata alprincipe, perche tenga sempre auanti gli occhi lodeuoli esem-pi di virtu. Dipinse egli allegoricamente, non formando dinuouo poetiche inuentioni, ma vsando le fauole già note depoeti, con le quali dispose il suo soggetto, determinandolo adVII
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