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1 (1672)
Entstehung
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CARRACCI.31e grado di gentil'huomo, con dieci scudi il mese, e la parte perse, e per due giouini: così chiamano in Roma il pane, e'l vi-no solito distribuirsi giornalmente à Cortigiani. Per la Cap-pella del medesimo palazzo dipinse il quadro della Cananeaprostrata auanti Christo in atto di supplicarlo, accennando ellail cane, che rode i minuzzoli di pane, mentre Christo assicurala donna con la mano, & approua la sua gran fede. Questedue figure hanno il campo in vna veduta d'alberi con rustici ca-samenti lontani, & è gran danno che hoggi il quadro sia inistato di durar poco, celebrandosi per la sua bellezza. Tro-uandosi Annibale in Roma, restò sopra fatto dal gran saperedegli Antichi, e si diede alla contemplatione, & al silentiosolitario dell'arte: onde Agostino, suo fratello venuto do-po ad aiutarlo nella Galeria, esaltando vn giorno, in compa-gnia d'alcuni, il gran sapere de gli Antichi nelle statue, si dif-fuse nelle lodi del Laocoonte; e vedendo, che'l fratello, senzadir nulla, poco attendeua alle sue parole, se ne dolse, e lo ri-prese, quasi non apprezzasse così stupenda scoltura. Segui-tando egli dopo à dire con attentione de' circostanti, Anni-bale voltatosi al muro, disegnò col carbone quella statua sigiustamente, come se l'hauesse hauuta auanti ad imitarla. Delqual fatto restarono gli altri ammirati, e si ammutì Agostino,confessando che'l fratello meglio di lui haueua saputo dimo-strarla. All'hora partendosi Annibale, gli si voltò ridendo, edisse: li poeti dipingono con le parole, li pittori parlano conl'opere; la qual risposta feriua in più modi Agostino, che com-poneua versi, e si pregiaua molto del nome di poeta. In tan-to il Signore Gabriele Bambasi gentil'huomo del CardinalFarneſe ſece venire di Reggio la copia di Santa Caterina di-pinta nel quadro del Duomo, & imitata da Lucio Massari al-lieuo, e raro copiatore delle cose de'Carracci. La ritoccòAnnibale di sua mano, e la mutò in Santa Margherita, come sivede nel primo altare della Chiesa di Santa Caterina de' Funa-ri. Stà la Santa appoggiata in cubito ad vn piedestallo di mar-mo, in cui è scritto SVRSVM CORDA; & addita il cielo; posal'altra mano col libro su'l gin occhio, tenendo la palma; et èbel.