tione dell'età n'ostra. In tanto poco numero di Artefici, concorre nondi-meno da ogni parte longa serie di Pittori; e quelli stessi che riprendono,Giorgio Vasari per hauere accumulato, e con eccessiue lodi, inalzato li Fio-rentini, e Toscani, cadono anch'essi nell'errore medesimo, proponendo-ne altrettanto numero. Il Baglione scrisse le Vite di tutti coloro, che inRoma nel suo tempo vsarono il pennello, lo scarpello, e collocarono salso di architettura, sino al numero di dugento Artefici, dal Pontificato diGregorio XIII. sino a quello di Vrbano VIII. nello spatio poco maggioredi cinquanta anni. Nel qual modo non solo gli Scrittori delle vite, maquelli ancora che scriuono le cose memorabili di Roma, e dell'altre Città aItalia, non lasciano, saßo, o tela senza nome, & affaticano la curiosità deForastieri con lunghe, & inutili ricerche, confondendo le cose humili conle più degne. Potrem mo qui valerci della aut orità de gli antichi scrittoridelle vite de gli huomini illustri, quando il fatto non fosse per se stesso manifesto; percioché non istà bene, nè dobbiamo aßuefarci in modo alcuno advdire le lodi di quelli che non meritano di essere commendati, mentre ve-dendo noi tenersi in pregio le opere di costoro, non c'inanimiamo a tirarcaauanti, conoscendo di meritare maggior lode di essi, e di poter conseguirepremio, & honore senza fatica. Et in vero, come dice Plutarco, le cosenon porgono vtilità alcuna, a coloro li quali leggono, ogni volta che essinon si risueglino ad imitarle, ne si muouino a desiderare di saperle fare. Ilperche essendomi impiegato a scriuere le vite de' Pittori, Scultori et Ar-chitetti più moderni della ristauratione della pittura per mano di AnnibaleCarracci, nel meditare le memorie loro, io mi sono trouato ristretto in cosìangusti confini, che quasi mi è mancato lo spatio d'impiegar la penna. Pure hauendo hauuto riguardo alle difficoltà lunghissime dell'arte, mi sono al-quanto disteso, considerando che gli antichissimi Pittori, e Scultori Greci,li maggiori di fama, non furono del tutto perfetti, onde mi posi a scriuereraccogliendo l'opere, e li fatti di alcuni pochi Artefici. Nella quale elettio-ne non mi curo dell'biasimo di coloro, che sopra ciò mi accuseranno di po-co sapere, per hauer tacciuto quelli che essi reputano eccellentissimi, e glo-riosissimi, lasciando volentieri tal cura all'officio delle loro lettere, con lequali potranno essi adempire a quanto da noi in ciò si è mancato. Mi ri-pren eranno, che dopo lungo tempo, comparisco in publico con queste pochevite, quando era necessario il darne fuori vn numero molto maggiore; ecosì, con mio dispiacere, vengo interrogato da molti: non di quali Artefici
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