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T. 2 (1771)
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326
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326 LA GERUSALEMMECX.Rimedon, questa insegna a te non diediAcciò che indietro tu la riportassi.Dunque, codardo, il capitan tuo vediIn zuffa co' nemici, e solo il lassi?Che brami? di salvarti? or meco riedi;Chè per la strada presa a morte vassi.Combatta qui chi di campar desia:La via d'onor della salute è via.CXI.Riede in guerra colui ch'arde di scorno.Usa ei con gli altri poi sermon più grave:Talor minaccia e fere, onde ritornoFa contra il ferro chi del ferro pave.Così rintegra del fiaccato cornoLa miglior parte, e speme anco pur have.E Tisaferno più ch'altri il rincora,Ch orma non torse per ritrarsi ancora.CXII.Maraviglie quel dì fè Tisaferno.I Normandi per lui furon disfatti:Fè de' Fiamminghi strano empio governo:Gernier, Ruggier, Gherardo a morte ha tratti.Poi ch'alle mete dell'onor eternoLa vita breve prolungò co' fatti;Quasi di viver più poco gli caglia,Cerca il rischio maggior della battaglia.