CANTO VIGESIMO.CVII.Giunge all'irresoluto il vincitore:E in arrivando (o che gli pare) avanzaE di velocitade, e di furore,E di grandezza ogni mortal sembianza.Poco ripugna quel; pur, mentre muore,Già non oblia la generosa usanza.Non fugge i colpi, e gemito non spande:Nè atto fa, se non altero e grande.CVIII.Poi che 'l Soldan che spesso in lunga guerra,Quasi novello Anteo, cadde e risorsePiù fero ogn ora, alfin calcò la terraPer giacer sempre: intorno il suon ne corse.E Fortuna, che varia e instabil erra,Più non osò por la vittoria in forse.Ma fermò 1 giri, e sotto i Duci stessiS'unì co' Franchi, e militò con essi.CIX.Fugge, non ch'altri, omai la regia schiera,Ov' è dell'Oriente accolto il nerbo.Già fu detta immortale; or vien che peraAd onta di quel titolo superbo.Emireno a colui che ha la bandieraTronca la fuga, e parla in modo acerbo:Non se' tu quel ch a sostener gli eccelsiSegni del mio Signor fra mille i' scelsi?Xiij
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