322 LA GERUSALEMMEXCVIII.Ma voler e poter che si divida,Bastar non può contra il Pagan sì forte:Tal che nè sostien lei, nè l'omicidaDella dolce alma sua conduce a morte.Anzi avvien che 'l Soldano a lui recidaIl braccio, appoggio alla fedel consorte;Onde cader laſciolla: ed egli preſſeLe membra a lei con le sue membra stesse.XCIX.Come olmo a cui la pampinoſa piantaCupida s avviticchi, e si marite;Se ferro il tronca, o turbine lo schianta,Trae seco a terra la compagna vite:Ed egli stesso il verde, onde s'ammanta,Le sfronda, e pesta l'uve sue gradite:Par che sen dolga, e più che 'I proprio fato,Di lei gl'incresca che gli muore a lato.C.Così cade egli; e sol di lei gli duole,Che'l Cielo eterna ſua compagna fece.Vorrian formar, nè pon formar parole:Forman sospiri di parole in vece.L'un mira l'altro: e l'un, pur come suole,Si stringe all'altro, mentre ancor ciò lece:E si cela in un punto ad ambi il díe:E congiunte sen van l'anime pie.
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