CANTO VIGESIMO.CI.Allor scioglie la Fama i vanni al volo,Le lingue al grido, e 'I duro caso accerta:Nè pur n ode Rinaldo il romor solo,Ma da un messaggio ancor nova più certa.Sdegno, dover, benevolenza, e duoloFan che all'alta vendetta ei si converta.Ma il sentier gli attraversa, e fa contrastoSugli occhj del Soldano il grande Adrasto.CII.Gridava il Re feroce: ai segni notiTu sei pur quegli alfin ch'io cerco e bramo.Scudo non è ch'io non riguardi e noti.Ed a nome tutt' oggi invan ti chiamo.Or solverò della vendetta i votiCol tuo capo al mio Nume. Omai facciamoDi valor, di furor qui paragone,Tu nemico d'Armida, ed io campione.CIII.Così lo sfida; e di percosse orrendePria sulla tempia il fere, indi nel collo.L'elmo fatal (chè non si può) non fende,Ma lo scuote in arcion con più d'un crollo.Rinaldo lui sul fianco in guisa offende;Che vana vi saria l'arte d'Apollo.Cade l'uom smisurato, il Rege invitto:E n'è l'onore ad un sol colpo ascritto.Xij
323