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T. 2 (1771)
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130 LA GERUSALEMMEXX.Giace l'alta Cartago; appena i segniDell'alte sue ruine il lido serba.Muojono le Città, muojono i regni:Copre i fasti e le pompe arena ed erba:E l'uom d'esser mortal par che si sdegni:O nostra mente cupida e superba!Giungon quinci a Biserta, e più lontanoHan l'isola de' Sardi all'altra mano.XXI.Trascorser poi le piagge ove i NumidiMenar già vita pastorale erranti.Trovar Bugia, ed Algieri, infami nidiDi corsari: ed Oran trovar più innanti.E costeggiar di Tingitana i lidi,Nutrice di leoni e d' elefanti:Ch'or di Marocco è il regno, e quel di Fessa:E varcar la Granata incontro ad essa.XXII.Son già là dove il mar fra terra inonda,Per via ch esser d'Alcide opra si finse.E forse è ver ch'una continua spondaFosse, ch'alta ruina in due distinse.Passovvi a forza l'Oceano: e l'ondaAbila quinci, e quindi Calpe spinse.Spagna e Libia partio con foce angusta;Tanto mutar può lunga età vetusta!