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T. 2 (1771)
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129
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CANTO DECIMOQUINTO. 129XVII.Rodi e Creta lontane inverso 'I poloNon scerne; e pur lungo Africa sen vieneSul mar culta e ferace: addentro soloFertil di mostri, e d'infeconde arene.La Marmarica rade: e rade il suoloDove cinque Cittadi ebbe Cirene:Qui Tolomita, e poi con l'onde cheteSorger si mira il favoloso Lete.XVIII.La maggior Sirte a' naviganti infesta,Trattasi in alto, inver le piagge lassa.E il capo di Giudeca indietro resta:E la foce di Magra indi trapassa.Tripoli appar sul lido, e in contra a questaGiace Malta fra l'onde occulta e bassa:E poi riman con l'altre Sirti a tergoAlzerbe, già de' Lotofagi albergo.XIX.Nel curvo lido poi Tunisi vede,Che ha d'ambo i lati del suo golfo un monte:Tunisi ricca ed onorata sedeA par di quante n'ha Libia più conte.A lui di costa la Sicilia siede,Ed il gran Lilibeo gl'innalza a fronte.Or quinci addita la donzella, ai dueGuerrieri, il loco ove Cartagin fue.Tomo II.