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T. 2 (1771)
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92 LA GERUSALEMMELXXIV.Così dicendo il capo mosse: e gli ampjCieli tremaro, e i lumi erranti, e i fissi:E tremò l'aria riverente, e i campiDell'Occano, e i monti, e i ciechi abissi.Fiammeggiare a sinistra accesi lampiFur visti, e chiaro tuono insieme udissi.Accompagnan le genti il lampo e 'l tuonoCon allegro di voci ed alto suono.LXXV.Ecco subite nubi; e non di terraGià, per virtù del Sole, in alto ascese;Ma giù dal Ciel, che tutte apre e disserraLe porte sue, veloci in giù discese.Ecco notte improvvisa il giorno serraNell' ombre sue, che d'ogni intorno ha stese.Segue la pioggia impetuosa, e cresceIl rio così, che fuor del letto n'esce.LXXVI.Come talor nella stagione estiva,Se dal Ciel pioggia desiata scende,Stuol d'anitre loquaci in secca rivaCon rauco mormorar lieto l'attende:E spiega l'ali al freddo umor, nè schivaAlcuna di bagnarsi in lui si rende:E là ve in maggior copia ei si raccoglia,Si tuffa, e spegne l'assetata voglia;