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T. 2 (1771)
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80
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80 LA GERUSALEMMEXXXVIII.Alfine un largo spazio in forma scorgeD'Anfiteatro: e non è pianta in esso;Salvo che nel suo mezzo altero sorge,Quasi eccelsa piramide, un cipresso.Colà si drizza; e, nel mirar, s accorgeCh' era di varj segni il tronco impresso.Simili a quei che in vece usò di scrittoL'antico già misterioso Egitto.XXXIX.Fra i segni ignoti, alcune note ha scorteDel sermon di Soria ch'ei ben possiede.O tu che dentro ai chiostri della morteOsasti por, guerriero audace, il piede;Deh, se non sei crudel quanto sei forte,Deh non turbar questa secreta sede.Perdona all' alme omai di luce prive:Non dee guerra co morti aver chi vive.XL.Così dicea quel motto; egli era intentoDelle brevi parole ai sensi occulti.Fremere intanto udia continuo il ventoTra le frondi del bosco, e tra i virgulti:E trarne un suon che flebile concentoPar d'umani sospiri e di singulti:E un non so che confuso instilla al coreDi pietà, di spavento, e di dolore.

XLI.