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T. 2 (1771)
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38 LA GERUSALEMMEXX.Onde ei le dice alfin: poichè ritrosaSì la tua mente nel suo mal s'indura,Che nè la stanca età, nè la pietosaVoglia, ne i preghi miei, nè il pianto cura;Ti spiegherò più oltre: e saprai cosa,Di tua condizion, che t' era oscura:Poi tuo desir ti guidi, o mio consiglio;Ei segue, ed ella innalza attenta il ciglio.XXI.Resse già l'Etiopia, e forse reggeSenapo ancor, con fortunato impero:Il qual del figlio di MARIA la leggeOsserva, e l'osserva anco il popol nero.Quivi io Pagan fui servo, e fui tra greggeD' ancelle avvolto in femminil mestiero,Ministro fatto della regia moglie.Che bruna è sì, ma il bruno il bel non toglie.XXII.N' arde il marito, e dell'amore al focoBen della gelosia s'agguaglia il gelo.Si va in guisa avanzando appoco appocoNel tormentoso petto il folle zelo,Che da ogn'uom la nasconde; in chiuso locoVorria celarla ai tanti occhj del Cielo.Ella saggia ed umil, di ciò che piaceAl suo Signor, fa suo diletto e pace.