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T. 2 (1771)
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36 LA GERUSALEMMEXIV.E so che, fuori andando, opre farestiDegne di te; ma sconvenevol parmiChe tutti usciate, e dentro alcun non restiDi voi che sete i più famosi in armi.Nemmen consentirei ch'andasser questi,Chè degno è il sangue lor che si risparmi,Se o men util tal opra, o mi paresseChe finita per altri esser potesse.XV.Ma poichè la gran torre, in sua difesa,D'ogn' intorno le guardie ha così folte;Che da poche mie genti esser offesaNon puote, e inopportuno è uscir con molte;La coppia che s'offerse all'alta impresaE in simil rischio si trovò più volte,Vada felice pur; ch'ella è ben tale,Che sola più che mille insieme vale.XVI.Tu, come al regio onor più si conviene,Con gli altri, prego, in su le porte attendi.E quando poi (chè n'ho sicura speneRitornino essi, e desti abbian gl'incendj:Se stuol nemico seguitando viene,Lui risospingi, e lor salva e difendi.Così l'un Re diceva; e l'altro chetoRimaneva al suo dir, ma non già lieto.