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T. 2 (1771)
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CANTO DUODECIMO.XI.Nè già sì tosto caderà, se taliAnimi forti in sua difesa or sono.Ma qual poss'io, coppia onorata, egualiDar ai meriti vostri o laude o dono?Laudi la fama voi con immortaliVoci di gloria, e 'l mondo empia del suono.Premio v'è l'opra stessa, e premio in parteVi fia del regno mio non poca parte.XII.Sì parla il Re canuto; e si ristringeOr questa or quel teneramente al seno.Il Soldan ch'è presente, e non infingeLa generosa invidia onde egli è pieno,Disse: nè questa spada invan si cinge,Verravvi a paro, o poco dietro almeno.Ah, rispose Clorinda, andremo a questaImpresa tutti? e se tu vien, chi resta?XIII.Così gli disse; e con rifiuto alteroGià s'apprestava a ricusarlo Argante:Ma'l Re il prevenne, e ragionò primieroA Soliman con placido sembiante:Ben sempre tu, magnanimo guerriero,Ne ti mostrasti a te stesso sembiante,Cui nulla faccia di periglio unquancoSgomentò, nè mai fosti in guerra stanco.Cij

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