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T. 2 (1771)
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LA GERUSALEMMELXVIII.Così della battaglia or qui lo statoCol variar della fortuna è volto;E in questo mezzo il Capitan piagatoNella gran tenda sua già s'è raccolto,Col buon Sigier, con Baldovino a lato,Di mesti amici in gran concorso e folto.Ei che s'affretta, e di tirar s'affannaDella piaga lo stral, rompe la canna.LXIX.E la via più vicina e più speditaAlla cura di lui vuol che si prenda:Scoprasi ogni latébra alla ferita,E largamente si risechi e fenda.Rimandatemi in guerra, onde finitaNon sia col dì, prima ch'a lei mi renda.Così dice; e premendo il lungo cerroD'una gran lancia, offre la gamba al ferro.LXX.E già l'antico Erotimo, che nacqueIn riva al Po, s'adopra in sua salute:Il qual dell'erbe e delle nobil' acqueBen conosceva ogni uso, ogni virtute:Caro alle Muse ancor; ma si compiacqueNella gloria minor dell'arti mute:Sol curò torre a morte 1 corpi fralì,E potea far i nomi anco immortali.

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