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T. 2 (1771)
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LA GERUSALEMMEXIV.Poscia in cima del colle ornan l'altareChe di gran cena al sacerdote è mensa:E d'ambo i lati luminosa appareSublime lampa in lucid' oro accensa.Quivi altre spoglie, e pur dorate e care,Prende Guglielmo, e pria tacito pensa:Indi la voce in chiaro suon dispiega,Se stesso accusa, e Dio ringrazia e prega.XV.Umili intorno ascoltano i primieri:Le viste i più lontani almen v han fisse.Ma poichè celebrò gli alti misteriDel puro sacrifizio: itene, ei disse:E, in fronte alzando ai popoli guerrieriLa man sacerdotal, gli benedisse.Allor sen ritornar le squadre piePer le dianzi da lor calcate vie.XVI.Giunti nel vallo, e l'ordine disciolto,Si rivolge Goffredo a sua magione:E l'accompagna stuol calcato e foltoInsino al limitar del padiglione.Quivi gli altri accomiata, indietro volto,Ma ritien seco i duci il pio Buglione:E gli raccoglie a mensa, e vuol ch'a fronteDi Tolosa gli sieda il vecchio Conte.