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T. 2 (1771)
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narna

CANTO UNDECIMO.XI.Colà s'invia l'esercito canoro,E ne suonan le valli ime e profonde,E gli alti colli, e le spelonche loro,E da ben mille parti Eco risponde:E quasi par che boscareccio coroFra quegli antri si celi, e in quelle fronde;Sì chiaramente replicar s'udiaOr di CRISTO il gran nome, or di MARIA.XII.D'in sulle mura ad ammirar frattantoCheti si stanno, e attoniti i PaganiQue tardi avvolgimenti, e l'umil canto,E le insolite pompe, e i riti estrani.Poi che cessò dello spettacol santoLa novitate, i miseri profaniAlzar le strida; e di bestemmie e d'onteMuggì il torrente, e la gran valle, e 'l monte.XIII.Ma dalla casta melodia soaveLa gente di GEsù però non tace:Nè si volge a que gridi, o cura n'havePiù che di stormo avria d'augei loquace.Nè perchè strali avventino, ella paveChe giungano a turbar la santa paceDi sì lontano; onde a suo fin ben puoteCondur le sacre incominciate note.A iij