258 LA GERUSALEMMEL.Mentre bisbiglia il campo, e la cagioneDella morte di lui varia si crede;A se chiama Aliprando il pio Buglione,Duce di quei che ne portar le prede,Uom di libera mente, e di sermoneVeracissimo e schietto, ed a lui chiede:Dì come, e donde tu rechi quest'arme,E di buono o di reo nulla celarme.L I.Gli rispose colui: di qui lontanoQuanto in due giorni un messaggiero andria,Verso il confin di Gaza, un picciol pianoChiuso tra colli alquanto è fuor di via:E in lui d'alto deriva, e lento e piano,Tra pianta e pianta, un fiumicel s' invia:E d'alberi e di macchie, ombroso e folto,Opportuno alle insidie il loco è molto.LII.Quì greggia alcuna cercavam che fosseVenuta ai paschi dell' erbose sponde;E in sull' erbe, miriam, di sangue rosseGiacerne un guerrier morto in riva all' onde.All' arme, ed alle insegne ogn'uom si mosse:Chè furon conoſciute, ancorchè immonde.Io m appressai per discoprirgli il viso;Ma trovai ch'era il capo indi reciso.
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