De
CANTO OTTAVO.LIII.Mancava ancor la destra: e 'l busto grandeMolte ferite avea dal tergo al petto:E non lontan con l'Aquila, che spandeLe candide ali, giacea il voto elmetto.Mentre cerco d'alcuno a cui dimande,Un villanel sopraggiungea soletto:Che indietro il passo, per fuggirne, torseSubitamente che di noi s'accorse.LIV.Ma seguitato e preso, alla richiestaChe noi gli facevamo, alfin risposeChe'l giorno innanzi uscir della forestaScorse molti guerrieri, onde ei s ascose:E ch'un d'essi tenea recisa testaPer le sue chiome bionde, e sanguinose,La qual gli parve, rimirando intento,D'uom giovinetto, e senza peli al mento.LV.E che'l medesmo poco poi l'avvolseIn un zendado dall' arcion pendente.Soggiunse ancor, ch'all' abito raccolseCh'erano i cavalier di nostra gente.Io spogliar feci il corpo, e sì men dolse,Che pianſi nel ſoſpetto amaramente:E portai meco l'arme, e lasciai curaCh'avesse degno onor di sepoltura.R ij
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