120 LA GERUSALEMMELXXX.Ch'al servigio di Dio già non si toglieL'uom ch'innocente vergine difende;Ed assai care al Ciel son quelle spoglie,Che d' ucciso tiranno altri gli appende.Quando dunque all' impresa or non m' invoglieQuell' util certo che da lei s'attende,Mi ci move il dover, ch'a dar tenutoÈ l'ordin nostro alle donzelle ajuto.LXXXI.Ah non sia ver, per Dio, che si ridicaIn Francia, o dove in pregio è cortesia,Che si fugga da noi rischio o faticaPer cagion così giusta, e così pia.Io per me qui depongo elmo e lorica:Quì mi scingo la spada, e più non fiaCh adopri indegnamente arme o destriero,O'l nome usurpi mai di cavaliero.LXXXII.Così favella, e seco in chiaro suonoTutto l'ordine suo concorde freme;E chiamando il consiglio utile e buono,Co preghi il Capitan circonda e preme.Cedo, egli disse allora, e vinto sonoAl concorso di tanti uniti insieme.Abbia, se parvi, il chiesto don costei.Dai vostri si, non dai consiglj miei.
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