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T. 1 (1771)
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103
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CANTO QUARTO. 103XXIX.Argo non mai, non vide Cipro o Delo,D'abito o di beltà forme sì care.D'auro ha la chioma; ed or dal bianco veloTraluce involta, or discoperta appare.Così qualor si rasserena il cielo,Or da candida nube il Sol traspare;Or dalla nube uscendo, i raggj intornoPiù chiari spiega, e ne raddoppia il giorno.XXX.Fa nove crespe l'aura al crin disciolto,Che natura per se rincrespa in onde:Stassi l'avaro sguardo in se raccolto,E i tesori d'amore, e i suoi nasconde.Dolce color di rose in quel bel voltoFra l'avorio si sparge e si confonde:Ma nella bocca, ond'esce aura amorosa,Sola rosseggia, e semplice la rosa.XXXI.Mostra il bel petto le sue nevi ignude,Onde il foco d'amor si nutre e desta:Parte appar delle mamme acerbe e crude,Parte altrui ne ricopre invida vesta:Invida, ma s'agli occhj il varco chiude,L amoroso pensier già non arresta;Chè non ben pago di bellezza esterna,Negli occulti secreti anco s'interna.Giv