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T. 1 (1771)
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104 LA GERUSALEMMEXXXII.Come per acqua, o per cristallo interoTrapassa il raggio, e nol divide o parte;Per entro il chiuso manto osa il pensieroSì penetrar nella vietata parte:Ivi si spazia, ivi contempla il veroDi tante maraviglie a parte a parte:Poscia al desio le narra e le descrive,E ne fa le sue fiamme in lui più vive.XXXIII.Lodata passa, e vagheggiata Armida,Fra le cupide turbe, e se n'avvede.Nol mostra già, benchè in suo cor ne rida,E ne disegni alte vittorie e prede.Mentre sospesa alquanto, alcuna guidaChe la conduca al Capitan, richiede;Eustazio occorse a lei, che del sovranoPrincipe delle ſquadre era germano.XXXIV.Come al lume farfalla, ei si rivolseAllo splendor della beltà divina;E rimirar dappresso i lumi volse,Che dolcemente atto modesto inchina:E ne trasse gran fiamma, e la raccolse,Come da foco suole esca vicina:E disse verso lei, ch'audace e baldoIl fea degli anni e dell'amore il caldo: