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T. 1 (1771)
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40LA GERUSALEMMEXX.All'onesta baldanza, all'improvvisoFolgorar di bellezze altere e sante,Quasi confuso il Re, quasi conquisoFrenò lo sdegno, e placò il fier sembiante.S'egli era d'alma, o se costei di visoSevera manco, ci diveniane amante;Ma ritrosa beltà ritroso coreNon prende: e sono i vezzi esca d'Amore.XXI.Fu stupor, fu vaghezza, e fu diletto,S' amor non fu, che mosse il cor villano.Narra (ei le dice) il tutto: ecco io commetto,Che non s'offenda il popol tuo Cristiano.Ed ella: il reo si trova al tuo cospetto:Opra è il furto, Signor, di questa mano:Io l'immagine tolsi: io son colei,Che tu ricerchi, e me punir tu dei.XXII.Così al pubblico fato il capo alteroOfferſe, e'l volle in ſe ſola raccorre.Magnanima menzogna! or quando è il veroSì bello, che si possa a te preporre?Riman sospeso, e non sì tosto il feroTiranno all'ira, come suol, trascorre.Poi la richiede: Io vuo' che tu mi scopraChi diè consiglio, e chi fu insieme all'opra.