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3 (1903) 1587 - 1592
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747
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100*. 1587 747

100.* Puteo an Montalto. 5.

(Werbung um kais. Indulte für Bremen, Lübeck, Verden. Die Magde- *&

burger Propstei.) Dezbr.

Dopo havere io fatto piü volte officio cosl con la M (i dell' ragImperatore come con quei s ri ministri circa l'indulto di Brema 1 etdi Lubecca, s'e risoluta S. M di non concedere per hora novoindulto a l'una ne prorogare il vecchio a l'altra, come qul eraprocurato da l'hnomo mandato dal Bremense. Perö ha ordinatoche se li risponda in suo nome non poter per adesso la M tk S.venire a la suddetta concessione per l'informatione di molti parti-colari ch'e necessario di haver prima". Der Gesandte warb auchum ein Indult für einen Sohn Braunschweigseletto a la chiesadi Ferden.'- Attendarö con ogni maggior diligenza che saprö etpotrö a continuar di mantenere la M ik S. ne la buona intentionemostrata giä et che tuttavia scopro, di non dar detti indulti avantila confirmatione ap ca ; anchora che non manchi chi le mette inconsideratione di non voler col negar questi indulti dare occasioneche queste chiese affatto si perdano, tolto l'esempio dal vescovatodi Misnia, al cui vescovo essendosi ciö negato, esso si risolse diconcedere la maggior parte del dominio suo al duca di Sassonia,che lo difendesse. Nel particolare de la prepositura di MagdeburgS. M li sta risoluta di non potere far cosa alcuria conforme al desi-derio di N. S re et al bisogno di questa diguitä, parendole cheogni officio che se ne facesse non fusse per giovar punto, attesala contumacia, a la quäle si sarebbono risoluti cosl il duca diLigniz come quel capitolo". 3

Rom, Germania 111. 65. Or.

1 Vgl. II. 433; Lossen II, 593; Ritter, D. G.I, 585; für Lübeckhatte Johann Adolf von Holstein ein Indult auf ein Jahr am 23. März1587 erhalten, ebd. A. 2.

- Vgl. III. 33.

3 Schon am 28. Nov./8. Dez. meldete P., der Gesandte Bremenswegen des Indults, gegen dasio non cesso di fare ogni necessarioofficio, movendo il s 1 ' Don Gulielmo a fare altrettanto per interessedel suo re", habe noch nichts erreicht; am 13./23. Febr. 1588 wieder-holt er, er benütze jede Gelegenheit, um den Kaiser von der Erteilungvon Indulten und Regalien ohne Konfirmation abzumahnen. Aus P.'Depesche vom 19./29. März sehen wir, dass man an die Bekehrungdes jungen Postulirten dachte, die aber nach P. Ansicht wegen derketzerischen Verwandten und des Vormunds, des K. von Dänemark,schwer halten dürfte. Noch am 25. Juni/5. Juli spricht P. von denBemühungen deswegencome a provedere, che egli non usurpasseaffatto quella chiesa"; die Erteilung der Regalien habe er verhindert,aber gegenüber dem Antritt der Administration ohne kais. Bewilligungnichts erreichen können, da man hier sich fürchtet, Verstimmung her-vorzurufen. Am 23. Juli/2. August meldet er, der Bremer habe trotzder durch das Kapitel vorgenommenen Besitzergreifung von den welt-lichen Gütern der Kirche den Eid der Lehensträger und Vassaliennicht erlangen können und deshalb sowie wegen der Zulassung seineserst 16jährigen Bruders zur Regierung in Holstein [Philipp, vgl. hiezuRommel V, 615 f.] wieder hieher geschickt und darauf hingewiesen,dass seine Diözesevicina a Inghilterra et a Danimarcha si vedesoggetta a l'occupatione di molti et ad alienarsi dal Imperio". Er bothiegegen alles auf; der Kaiser gewährte die Bitte für den Bruder,