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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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Mi fe ceder il ferro.Laod. Questi Germe d'Ulisse! Vlis. Annoda al seneTelemsTelegono il Gemano.Teleg. L'ira, ch'a' danni suoi mosse il mio braccioDa voi perdon troverà nota appena.Alcin. E portentosa scenaDi gran Fato il mio Regno. Eude. E tu felice,Se allor, che tenta e la Procella, e'l ferroDi rapirti la vitaChi a te la diè qui rimirar ti lice.Perchè sia spettator de tuoi contenti,Qual te l'onda orgogliosa,Prence così me qua portaro i Venti.Teleg. Ah che perfette o DioLe mie gioie non sono. Laod. E tali farleSola puote Venilia,E fia, ch'ami colei, che t'adora.Ancor di sue CateneEud.Suona il Rutulo suolo. Teleg. E dura ancoraLaod. Io, che di vaniIl mio servaggio illustre.Sospiri ho fin ad oraA Nume crudel porti gl'Incensi,Ch'a te la ceda ah vedo ben, ch'è forza.E però dono il mio, che fu da Turno1 2

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