Ambi i Prenci la spada.Vlisse Non più cadde traffitto.Venil. Andate o Re'; palesiLa Fama all'Universo,Ch'an per tutta sua lode i Figli vostriDi Carnefici il vanto.Eude. Questa è Venilia. Nau. Io m'abbandono al pianto.Vuſſ.Nè pur di vendicartiOnde non reſti a me'l diletto accerbo,L'Amico il Figlio è di tua morte reo;E per tormi al doloreNiega crudel pietà, ch'io qui mi sueni.Alci.Volo di loro in traccia. Vliss. E tu sostieniVn infelice Padre, e là me guida,Ove da FratricidaSpietata destra esanimato, ancoraMiri il suo volto, ed in baciarlo io mora.SCENAVI.Nausitea, Venilia.DOme Venilia! ProleTelegono d'Vlisse? Venil. A me giamaiIl Padre ei non scoperse, e sol RealiGiurommi, e più che'l labbroMe1H 3
Print
Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
Place and Date of Creation
Download single image
avaibable widths