Nau.
SCENAIX.Venilia, Nausitea.Erma barbaro, ferma, in questo coreVolgi il ferro omicida,Qui Telegono assali,Egli quivi ricovra, ei qui s'annida.Deggio seguirlo, opporr'ai colpi il seno?Strascinarmi alla StrageRicusa il debil passo. Venil. Ah ben si vede,Che d'un sol giorno è l'Amor tuo. SpaventaI miei pensieri ancoraL'Idea del suo morire; agl'occhi inantiLordi mi stan di sangue, e polverosiDell'infelice i Crini, ed i sembianti;Ma che? le molli angosceNon lo tolgono ai scempi: Andianne, scorra,Qual di Menade insana,Il nostro piè la Reggia, Amici, e ServiSacrifichiam per conservarlo. AlfineSe ce'l niegan quegl'empi,Vittime al suo FeretroCaggiam noi ſteſſe, e la crudel vendettaAll'Itaco non costi, a LaodamanteG 2Meno