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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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Venil. Su dunque il ferro impugna, io reggo il braccio;Vibra, pungi, ferisci.Teleg. D'ira mi vedi, e di furor ripieno,Tu lo Scopo m'addita. Venil. Ecco il mio Seno.Teleg. Io suenarti?Tu morir?Pugnar dell'Erebo saprò co'i Mostri.Di lor più orribili co' tuoi Tiranni;Ma pria che fingere ſolo i tuoi danniPeran l'ArtiDi ferir.(soVenil. Qual altro ſcampo ahimè? Teleg. Cerchiamlo. Speſ-Innamora Fortuna un bell'ardire.Ignoto qui son io,Il Mare abbiam vicino, Espero in breveEscirà in Cielo a dar commiato al GiornoVenil. Cosa deh non propor di me non degna,E non espormi d'ubbidirti al rischio.Teleg. Senti.SCENA III.Telemaço, Telegono, Venilia.E fausto arridaAlle vicine tue Nozze sublimiDalle Sfere ogni Nume.Disprez-