Telem. Così io piango; Nau. Cosi io rido,Telem. Preso ai lacciDi Cupido.Nau. Nè vò lacciNau. Mentij l'esca mia dolce eccomi inante.Quella del tuo Sembiantea Telegono.Cavalier accompagniLa gioia di Corcira.Splenderan fra poc'oreLe pronube facelle,Che importuno languoreDe gli Sposi al desio più non fa guerra.Teleg.Ahi qual Colpo di fulmine m'atterraTelem. Degl'altrui godimentiNausitea ti sai Tromba, e le mie doglieDispietata non curi?Teleg. In questo giorno istesso?a NausiteaNdu. Pria, ch'all'altro EmisperoPorti Febo la luce. Telem. Eh lascia, ascoltaTeleg. Ma come? Ed è pur certo?Nau. Da Venilia ne vegno. Telem. Egl'è importuno.Nau. Sarà spesa ne' BalliGran parte della Notte.Teleg. O speranza mendace!daceCorro al ferro, che fò? Pur dimmi-—Telem. Au-O chiunque tu sia con inciviliEIterate
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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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