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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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Venil. O mio Sesso in felice, o Fama, o NomeO Dio tu mi convinci. Preneste.Pria che beya Piroo del Mar d' AtlanteSi m'aura Laodamante,Pren. O quanto più bellaT'ha fatta quel si!Giamai quella StellaCh'il Giorno conducePiù ricca di luceIl Ciel non aprì.SCENAIV.Venilia.O promisi? assentii?Lassa! nel Laberinto,Da cui tento fuggir, vie più m'internoA chi ricorro ormai? Son dell' inferno,O dell'Olimpo i Numi,O Telegono è sol, ch'invocar deggia?Gl'uni senza pietà, son gl'altri sordi;E ciò, che più m'accora,Ei tradito non serba il primo foco,Che testimon ne foraLo scempio del Rival, Pur che poteaTentar naufrago, e sol se ancora egl'ama,

Che