Saran fotse fatali ai Frigi avvanzi.Venil. D'empia Ragion di StatoCosì Vittima io son. Ma qual ragione?All'Amor del GermanoServe la mia Sciagura,Ed ei mi perde, onde Lavinia acquiſti.Ma giusti Dei voi no'l lasciate impune.Cada il Rutulo Trono, a ferro, e focoVada l'Itala terra,Vengan, se'l Frigio è poco,I più barbari Regni a farle Guerra.Pren. Ti ricompon, vò consolarti. ScioltoAndrà l'alto Imeneo,Partirai di Corcira.Venil. O Preneste! Pren. Ma dove,Dove poi ricovrarti,A chi fuggir, chi ti sarà di scorta?Forse al German, che per tua colpa soffreD'ingannator la taccia?Altrove? E con qual scusa, e con qual saccia?Piangi? Deh tutto in piantoSi dannoso pensier t'esca dal Core;E se più non ti caleDella Patria, di Turno,Del tuo Nome ti caglia, e della Fama.Omio
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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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