igo. Amor sia, sia pietateCiò, che t'induce a ingiuriarmi, Ersilia,In te degna è di scusa.Tu và, misero Padre; io ti concedoDi porger al Figliuol i baci estremi.Rom. Genitor. Fau. Ahi, che sorte!E qvegli il Tronco, appiè di cui trovaiIn lieve Culla avvoltoCol fratello costui: e vi ricorda,Pastor', della gran piena?Qvà spinta avea l'angusta Cuna il Fiume,O Fanciullo infelice!Oye vita ti diei morir ti vedo.Ego. Faustolo, che ragioni?Non è qvesti tuo figlio? Fau. Egli m'è figlioD'amor, se non di sangve. Ah! di salvarloMi ſia permeſſo anche una volta; e prendiDella sua vita in cambioUniche mie sostanzeIl picciol Gregge, il breve Campo, il Foco.Ers. Prendi la vita mia, se qvest' è poco.Fau. Queste togliti alfine aurec Catene,Che tra le fasce avvolteAiii
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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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