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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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E ciò, elle più d'ogni ferita è grave,Qvest' infida mia destra,Qvasi rigvardo al tuo Diletto avesse,Lenti in qvel seno vibrò i colpi, e cesse.El v. Non te l'ò detto tante volte, e tante,Pastor lascia d'amarmi?Or vedi a che t'à il folle amor condotto.Cam. E questa è la pietà, ch'ai de' miei casi?Lasciami tu, che reggi il passo infermo;Non vo' ſoſtegno, e non vo' d'erbe aiuto;Sqvarcio le fasce, e vita omai rifiuto.(gEl v. Non far da Eroe, che non è tempo. Ca. O tragMe lungi dalla spietata almeno,Che non renda più rioCoi mortali suoi scherni il dolor mio.Io sento qvel risoFar strazio del sen.Di te, sesso ingratoAn gl'Angvi del pratoMen odio, e velen.SCEHij