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ILLUSTRAZIONI.
vostra letterina subito ierlaltro. — Addio, bella e graziosaFanny. Appena ardisco pregarvi di comandarmi, sapendo elionon posso nulla. Ma se, come si dice, il desiderio o la volontàdanno valore, potete stimarmi attissimo ad ubbidirvi. Ricorda-temi alle bambine e credetemi sempre vostro.
Ignare ed innocenti tormentatrici anch’esse codestebambine ! Sulle loro “ curve labbra ,, scoccarmi laprima volta quei “ fervidi sonanti baci ,,, che ancorae sempre riecheggiano nella commossa fantasia deltimido Consalvo. Il quale, a buon conto, in questotempo appunto io credo concepisse e scrivesse ilsuo poemetto immortale, dove F immaginazione giàvaga dell’ideale connubio dell’amore con la mortetrova l’espressione più audace e più piena. La morteei se l’aspettava, inevitabile, dai suoi malanni; mal’amore da quale altra donna mai avrebbe potuto edovuto augurarselo, se non da colei ch’era oramai ilsuo “ pensiero dominante „ e a cui appunto discor-reva delle sole cose belle del mondo ? Elvira egli lachiamerà nello speranzoso delirio romantico; Aspasia,nel classico cruccio del disinganno.
IV.
Si è ricercala da molli la fonte del Consalvo. E unpo’ prima e un po’ dopo che il Carducci pensassealla bella leggenda provenzale di Jaufré Rude!, certa-mente nota al Leopardi se non altro per via delPetrarca, vi fu chi additò l’episodio della Tavola RI -londa descrivente la morte di Tristano nelle bracciad’isotta; o quello della morte di Dorcone nel romanzogreco di Longo Solista (*■ Da te non voglio altro cheun bacio avanti ch'io muoia, e, morto che sarò, chetu mi pianga „, dice quelFantico Consalvo alla Cloe,nella traduzione del marchigiano Annibai Caro, caris-simo al giovinetto recanatese; e “ Dorcone così di-cendo, e l’estremo bacio baciandola, le lasciò tra le