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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Ma la vita mortai, poi che la bellaGiovinezza spari, non si coloraDaltra luce giammai, daltra aurora.Vedova è insino al fine; ed alla notteChe laltre etadi oscura,

Segno poser gli Dei la sepoltura.

XXXIV.

LA GINESTRA,

0 IL FIORE DEL DESERTO.

Kai*n^aTrr.aaN à'fQpoìttoi ax. 0 to; r,

E gli uomini vollero piuttosto le tenebreche la luce.

Giovanni, in, 19.

Qui su larida schienaDel formidabil monteSterminator Vesevo,

La qual nulialtro allegra arbor fiore,Tuoi cespi solitari intorno spargi,Odorata ginestra,

Contenta dei deserti. Anco ti vidiDe tuoi steli abbellir Ferme contradeChe cingon la cittadeLa qual fu donna de mortali un tempo,

E del perduto impero

Par che col grave e taciturno aspetto

Faccian fede e ricordo al passeggero.

Or ti riveggo in questo suol, di tristiLochi e dal mondo abbandonati amante,E dafflitte fortune ognor compagna.Questi campi cosparsiDi ceneri infeconde, e ricopertiDellimpietrata lava,

Che sotto i passi al peregrin risona;