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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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PALINODIA.

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XXXII.

PALINODIA

AL MARCHESE GINO CAPPONI.

Il sempre sospirar nulla rilevaPetrarca.

Errai, candido Gino; assai gran tempo,

E di gran lunga errai. Misera e vanaStimai la vita, e sovra l'altre insulsaLa stagion chor si volge. IntollerandaParve, e fu, la mia lingua alla beataProle mortai, se dir si dee mortaleLuomo, o si può. Fra maraviglia e sdegno,DallEden odorato in cui soggiorna,

Rise lalta progenie, e me neglettoDisse, o mal venturoso, e di piaceriO incapace o inesperto, il proprio fatoCreder comune, e del mio mal consorteLumana specie. Alfin per entro il fumoDe sigari onorato, al romorioDe crepitanti pasticcini, al gridoMilitar, di gelati e di bevandeOrdinator, fra le percosse tazzeE i branditi cucchiai, viva rifulseAgli occhi miei la giornaliera luceDelle gazzette. Riconobbi e vidiLa pubblica letizia, e le dolcezzeDel destino mortai. Vidi leccelsoStato e il valor delle terrene cose,

E tutto fiori il corso umano, e vidiCome nulla quaggiù dispiace e dura.

men conobbi ancor gli studi e loprcStupende, e il senno, e le virtudi, e laltoSaver del secol mio. vidi menoDa Marrocco al Catai, dallOrse al Nilo,