SOPRA UN BASSO RILIEVO ANTICO.
tS9
Come, ahi come, o natura, il cor ti soffreDi strappar dalle bracciaAll’amico l’amico,
Al fratello il fratello,
La prole al genitore,
All’amante l’amore: e l’uno estinto,
L’altro in vita serbar? Come potesti
Far necessario in noi
Tanto dolor, che sopravviva amando
Al mortale il mortai? Ma da natura
Altro negli alti suoi
Che nostro male o nostro ben si cura.
XXXI.
SOPRA IL RITRATTO
DI UNA BELLA DONNA
SCOLPITO NEL MONUMENTO SEPOLCRALE DELLA MEDESIMA.
Tal fosti: or qui sotterraPolve e scheletro sei. Su Tossa e il fangoImmobilmente collocato invano,
Muto, mirando dell’etadi il volo,
Sta, di memoria solo
E di dolor custode, il simulacro
Della scorsa beltà. Quel dolce sguardo,
Che tremar fé’, se, come or sembra, immotoIn altrui s’affisò; quel labbro, ond’altoPar, come d’urna piena,
Traboccare il piacer; quel collo, cintoGià di desio; quell’amorosa mano,
Che spesso, ove fu pòrta,
Senti gelida far la man che strinse;
E il seno, onde la genteVisibilmente di pallor si tinse,
Furo alcun tempo: or fango