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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Piacqueti che delusa

Fosse ancor della vita

La speme giovanil; piena d'affanni

Londa degli anni; ai mali unico schermo

La morte; e questa inevitabil segno.,

Questa, immutata leggePonesti all uman corso. Ahi perchè dopoLe travagliose strade, almen la metaNon ci prescriver lieta? anzi coleiChe per certo futura

Portiam sempre, vivendo, innanzi all'alma,Colei che i nostri danniEbber solo conforto,

Velar di neri panni,

Cinger d'ombra trista,

E spaventoso in vista

Più dogni flutto dimostrarci il porto?

Già se sventura è questoMorir che tu destiniA tutti noi che senza colpa, ignari,

volontari al vivere abbandoni,

Certo ha chi more invidiabil sorteA colui che la morteSente de cari suoi. Che se nel vero,Comio per fermo estimo,

11 vivere è sventura,

Grazia il morir, chi però mai potrebbe,Quel che pur si dovrebbe,

Desiar de suoi cari il giorno estremo,

Per dover egli scemoRimaner di se stesso,

Veder din su la soglia levar viaLa diletta persona

Con chi passato avrà moltanni insieme,

E dire a quella addio senzaltra spemeDi riscontrarla ancoraPer la mondana via;

Poi solitario abbandonato in terra,Guardando attorno, allore ai lochi usatiRimemorar la scorsa compagnia?