CANTO NOTTURNO.
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Ancor non prendi a schivo, ancor sei vagaDi mirar queste valli ?
Somiglia alla tua vitaLa vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi staìM^ si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che valeAl pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tendeQuesto va^à^'ndo breve,
Il tuo corso immortale?
Vecchierei bianco, infermo,
Mezzo vestito e sbalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampaL’ora, e quando poi gela,
Corre via. corre, anela,
Varca torrchti'-'e stagni,
Cade, insorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arrivaColà *ddVé la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, taleE’ la vita mortale.
Nasce rqpmo a fatica,
Ed è lascino 1 ’di morte il nascimento.
Prova pena e tormentoPer prima cosa; e in sul principio stessoLa madre e il genitore' Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre