108
CANTI.
Furo, mio dolce umor. Passasti. Ad altri11 passar per la terra oggi è sortito,
E l’abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sognoFu la tua vita. Ivi danzando; in fronteLa gioia ti splendea, splendea negli occhiQuel confidente immaginar, quel lumeDi gioventù, quando spegneali il fato,
E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regnaL’antico amor. Se a feste anco talvolta,
Se a radunanze io movo, infra me stessoDico: o Nerina, a radunanze, a festeTu non ti acconci pili, tu più non movi.
Se torna maggio, o ramoscelli e suoniVan gli amanti recando alle fanciulle,Dico: Nerina mia, per te non tornaPrimavera giammai, non torna amore.Ogni giorno sereno, ogni fioritaPiaggia ch’io miro, ogni goder ch'io sento,Dico: Nerina or piu non gode; i campi,L’aria non mira. Ahi tu passasti, eternoSospiro mio: passasti; e fia compagnaD’ogni mio vago immaginar, di tuttiI miei teneri sensi, i tristi e cariMoti del cor, la rimembranza acerba. .
XXIII.
CANTO NOTTURNO
IH UN PASTORE ERRANTE DELLASIA . 9
Che fai lu, luna, in ciel? dimmi, che fai,Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.Ancor non sei tu pagaDi riandare i sempiterni calli?