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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Furo, mio dolce umor. Passasti. Ad altri11 passar per la terra oggi è sortito,

E labitar questi odorati colli.

Ma rapida passasti; e come un sognoFu la tua vita. Ivi danzando; in fronteLa gioia ti splendea, splendea negli occhiQuel confidente immaginar, quel lumeDi gioventù, quando spegneali il fato,

E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regnaLantico amor. Se a feste anco talvolta,

Se a radunanze io movo, infra me stessoDico: o Nerina, a radunanze, a festeTu non ti acconci pili, tu più non movi.

Se torna maggio, o ramoscelli e suoniVan gli amanti recando alle fanciulle,Dico: Nerina mia, per te non tornaPrimavera giammai, non torna amore.Ogni giorno sereno, ogni fioritaPiaggia chio miro, ogni goder ch'io sento,Dico: Nerina or piu non gode; i campi,Laria non mira. Ahi tu passasti, eternoSospiro mio: passasti; e fia compagnaDogni mio vago immaginar, di tuttiI miei teneri sensi, i tristi e cariMoti del cor, la rimembranza acerba. .

XXIII.

CANTO NOTTURNO

IH UN PASTORE ERRANTE DELLASIA . 9

Che fai lu, luna, in ciel? dimmi, che fai,Silenziosa luna?

Sorgi la sera, e vai,

Contemplando i deserti; indi ti posi.Ancor non sei tu pagaDi riandare i sempiterni calli?