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S E T T I M O. 429
di Leuante con rieche merci, & hauendo fubodorato Hn« »6 0 qquifitore che J 1 fuo Capitano fentiiTe male della Fede, im-pugnando fubito la fpada della fua autorità , fi rifoluè d*inquifirlo. Onde con 1' autorità Magiftrale fatto intimar Farrefto alla Ñaue per impedirle la partenza , tenne mododi far catturare Fiftefto Capitano, e rinchiufolo nelle car-ceri del Santo Officio , licentiô appreflb la Naue , lafcian-dola in liberta d’ andarfene per il fuo camino . Occorf^in tal mezo che molti Caualieri Francefi , hauendo rifolu-to con la commoditá di quella Naue di ritornarfene allç^
Patrie loro , prefero efpediente d' andar al Borgo a pregar1’ ínquifitore di voler liberare il Capitano , fenza del qualenon potca la Naue partire , nè effi goder c delF opportunitédi quel paffaggio . Negó l’Inquifitore a i Caualieri la gra- Ct p¡ Uft ¿tia : Ma effi piccati della repulfa, fatta in vn fubito vnio- dti^uene d’ Amici, e d' Adherenti , fe n' andarono a cauar a for- Fran ji emza il Capitano dalla Prigione , il quale in compagnia lorotollo s" imbarcô, e fpirando propitio il vento, li pofe la tnttoNaue alla vela, e fe n'vfci dal Porto. L’Jnquifitore man- d c f x [* tridô allhora a far querela al Gran Maeftro della violenza ¿el s.vfata al Santo Officio , a cui eíTendo ció fopra modo dif- officio,piaciuto, mandó ordine alla Fortezza di San Ermo, ch’ acolpi á’ artigleria procurare di far tornare in dietro la Na-ue; & accadè a punto ch'elk reftafie colpita d’vna canno-nata alcuni palmi fono acqua, cal che vedendofi in peri-colo d’ andar a fondo, mandó in Porto lo Schiífo coru-ja maggio r parte de J Caualieri imbarcati a dimandar foccor-fo di Galere . Vfci ií piii tollo che poté vna Galera perloccorreria , e per ritrarla in Porto : Ma il Capitano in talmezo , premuto da maggior timore di nuoua carceratio-ne, riparato nel miglior modo, che poté alia rottura delUafcello, fece tal forza di Uele, ch’ efsendo il vento frefeo,el’horatarda, gli vennefatto d’inuolarfi dalla Galera, e—fuggirfene.
La feguente mattina , eflendofí trattato nel Confíglio diqueílo fatto, fu mandato il Uicecancelliere a far fapere al FJuquifitore, che defiderando il G. Maeftro, e tutti i Confi-ad di proceder come era conueniente a gli atti di giuítit;a
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