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16St5 batter per la fede, i quali cosí intrepidi s'efponevano a i pericoli,non per alero fíne , che per la gloria del loro Dio, eper difeisudel la fua Fede. In quefta norte s’alloggiarono i noftri sii hi Con-trafcarpa , e mentre la mattina fi profeguiva il travaglio dellaTrincicra, s’avanzarono alcunifquadroni dicavalleria nemica infronte alle linee, e di là pailàrono verfo la marina in vifta dellaCittà. Dalche pigliando animo gli Afiediati, ô che volefïèro ce-ihïtjJedM Obrare fecondo il lor coftume la fefta della nuova Luna , ufciro-*/. ' no s ii l'hora del mezogiorno da 60. huomini con le fquarcine in
bocea , e con Ja pifióla , e piètre alie mani ; c fù la Tortita cosírepentina, che prima fiirono dentro le Trinciere, ch’i noftri s’ac-corgeifero della lor venuta. In Iuogo pero di dar fopra i Trava-gliatori, urtarono per buona iorte in una Compagnia de Fucilie-ri del Cav. de Voyers, i quali avvifati da i gridi degti Schiavoni,che li fcoprirono dal monte Palamida , fi meííéro in pofto di dif-fefa, e bravamente lirefpinfero, reftando di loro io. morti , &al quanti feri ti. Frà quefti vi fii in pardcoîare vn’Agà > huoinofiero, & oítinato, che col foccorfo di 300. Gianizzeri poco avan-ti era entrato per via de! mare nella Piazza , la cui ferita , e mortefù poi di gran confegueríza allarefa della medema. Il Cap. diPaulmy in queft’occafionc fi porto da valorofo. Il Cav. de Char-ron fottoluogotenenterilevô unapietrata nel braccio . Il Cav. diSilîan, havendo voluto montare fopra il riverfo della Tiincieraper iicoprir meglio i nemici, fù colpito da una cannonata, che glilevo la tefia. Un Sargente di Fucilieri con altri 4. Soîdati refta-rono feriti. Sopragiunfe a quefto romore il Co: di Koniimarch,e vifto ció che s’era paifato, di fie fecondo il fuo folito con facciaridente , clfi Memici perdevano il tempo à fortire quando i Cav.di Malta fia vano di guardia .
Coftô a noftri quefta guardia da 20. huomini trá morti, e feriti.La fera de’ 20. fucceftero i Milanefi alla guardia , e fi di ede inquellanotte per 4. volte Tallarme alle linee, a caufa digrofsc par-tite di Cavalli, die di tanto in tanto s’avanzavano in bofco d Oli-vi dirimpettoalTiftefse linee, e daquelThora continuo ogni gior-no queft’inquietudine ; & i Turchi della Piazza., che prima nonofavano d’afïacciarfi , facevano un continuo fuoco d’artiglieria , dimofchettaria, e di bombe .
La fera de’ 21. dopoi Milanefi fubentrorono nella Trinciera iSafsoni, ecominciaronoa profondarfi, e tagliar Ia contrai’ arpaper isboccare nel foiso. Li 2 2. feguirono li Branfuichi, i quali vi
sboc-