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ch e non defiftendo dalle fue diligenze, e negotiationi per por- i<?47tarfi quanto prima alfefecutione de’ fuoi difegni, ciôintendevadi fare con le Galere della Religiones fopra le quali , &a!lafededi cotefti Cavalieri» e non ad al tri 5 nè alti ove brama va uifîdarela fua perfona, havendo più volte aU’iftanzc fatttgli dal Senato ri-cufato à’ andar fopra le Gaîere della República » adducendoperciô mold efèmpi de' fuoi Maggiori . Attefo dunque quefta fuaferma rifolutione, chiamato elfo Ricevitore in Collegio » era Ratoriceicato da S. Serenitá di pregare Sua Eminenza a voler abbrac-ciare quefta fanta imprefa, alia quale la República aftifterebbecon tutti gli ajuti pombili» e clfin tanto íi andafíeawanzando laprattica del trafporto di detto Principe, & il concerto del tempopereféguirlo.
A tali fígnificationi fi rifpofe che'! Sultano man dañe per fonaIftrutta de'fuoi difegni, checonofciuta l’imprefa riuícibile, la Re-ligione farebbe pronta a concorrer co' fuoi Cavalieri, Gente, e Ga-lere in beneficio della Chriftianità»e fervitio d’cfso Principe.Ma fa-cendofi apprefso per parte della República premura per la ípedi-tione della fquadra in Levante, e defiderando il Gran Maeftro, eConfi d'aggradirla più in quefto che'l commetterfi a gli evénti dittattati incerti, e d'improbabile riufcita , vi fu fpedita la fquadra,e fi refcrifse al Sultano che non mandafse altra perfona,mentre perquefta Campagna non poteva farfi altra deliberatione . Quan-do di là a qualche tempo capitô la feguente Jettera, che'lSul-tano fcriveva al Gran Maeftro con le notitie de’ fuoi tnaneggi, &intentioni »
Tminentijjimo S ignore -
C On il tempo mi fon chiarito chel Signor Ddttór Pierucci mió
Plenipotentiary in Venetia , non fece quello, che nfhaveva shÍu»j¿icritto, e con viva voce gli era ftato da me comandato»accioche in- cUa ai Gr.formafse il Senato di Venetia > e Voftra Eminenza col fuo Vene- Maeftro.rando Conf. di tutti i fondamenti, elf io tenevo per dar princi-pio alla Santa imprefa » e che fin dal principio effio venni da Co-itantinopoli in Italia, che fono hormai quafi 18, mefi, informaiil detto Senato di tuttoquello, ch’i Turchi difegnavanofarecon-î’tr a 5 havendo io dimorato 4. mefi nel Seraglio del-
|»fj°ggia del Gran Signore, cioè fuo Maeftro , nel qual Seraglioh conful tano tutte le fpeditioni della guerra, & in tutte le con-fute,