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col cannone ^ é con le bombe : ma come quello faceva dannoconfiderabil e , cosí quelle poco riufcivano, aprendofí per lo piúnel mezo fenza andar in ifeheggie, ch’é I’cffetto loro piú nocivo.In queda fera i Saífoni furono rilevati da quelli di Branfuich, e làtrinciera fí farebbe molto avanzataal lavoro, feincóntrata non-,havedéro l’acquaalla dritta »ela rocca allafínidra, con perditaanco di qualche Officiale , e di piii Soldad.
Li 17. comparvero da 5oo.Greci a chieder l’armi al Cap. Ge-nerale per far la guerra nel lor Paefe a’ Turchi. Affidendo alcuninodri Cav. ad una nuova batteria, che fí pianto dÍ4.cannoni,redó edinto d’una cannonata della Città il Cav. de le Guiche, chelo colpî nel petto, e del medemo colpo redó ferito a la mano ilCav. de la Verane , e 2. Soldati. Il Cav. de Charron hebbe unacontufione alla cofcia. Un Colonello di Branfuich redó uccifotravagliando alla Trinciera , dove queda Natione poco avanzó illavoro per le difficoltà incontrate . La fera delli 18. fucceduti allaTrinciera i Fiorentini, v’hebbero 8. huomini morti , e 9. feriti.A' 19. arrivo ali’ Armata un Caichio, con cui eran fuggici alcuniSchiavoni dalle Beilere Turchefche , recando avvifo che il Cap.Bafsà rinforzato col difarmo di 7. Galere il redo deli ’Armata , s’era con eífa ritirato nell’Arcipelago ; 6c il Serafchiero , dicuido-po la giornata d’Argo non s’era fentita novella , fi fece vedere ac-crefciuco di Cavalii, e Fand sbarcati dal Cap. Bafsà , e venne adalloggiarfí prima a 4. miglia dal nodro Campo, e dopo alcunigjorni a due portate del cannone.
Apporto certamente queda comparfa non occulta apprenííonea tutti, riflettendofi alio dato del nodro Campo, al fommo incom-modato, c diminuito dalle didenterie , e febri acute, chevire-gnavano, a fegno che poca íperánza rimaneva di buon fuccefío ;E quantunque niuno de’ principali Comandan« ne faccdê motto ,non v’era pero alcuno, che non giudicafle necedario di levaríi I’aífedio prima di venirfí a gli edremi. Con tutto ció la codanzadel Morofini teneva ciafcuno in officio, e con lettere, e con medí,che mandava di confídenza, e di felici ragguagli, incoraggiva iCapi , e íbllevava le Militie.
L’ideda fera de’ 19. entrarono iMaltefí nella trinciera ; al com-parir de' quali il Bafsà Comandante per animar il Prefídio della_.Piazza additando i nodri Cavalieri ben didinti a i colori delle fo-pravedi rode con la Croce blanca, che portaváno in tutte le fat-tioni, dicevaloro, che da quei Cav. pigliadero efempio acom-
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Apprenflonidel noftreCampe.
Il Bafsà del-la Tiaz.z¿*inanima .«ínoi cell’e~ tíempio denofln Cava•l tti «
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