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pero che la Divina bontà continua le fue benedittioni fopra gl’aiti 1684difegni delfuo gran zelo con la dichiaradone della República diVeneda, che con infinito giubilo habbiamo intefo, e con tant*altrc ottimedifpofitioni, che cofpírano per una potente lega, cfpeditione manttima nella vicina Campagna contro il comunesNemico > fiatno ad efporre di nuovo a’ piedi della S. Voftra leriverenti, ma cot diali noftre oblationi per qualunque fpeditione ,che’l fuo grand’aninao riíolverá . Aqueft’effetto fí fono dati gl*ordini opportuni per difporre la forma de' noftri preparamend,con diíegno d’accrefcerli fopra le noftre forze per fecondare nonfolo i generoliílimi penfieri di V.Santità , ma per corrifponderancora a gl’ animi ripieni di zelo di quefti Cavalieri , i qualivorebbontf tutti con fanta emulatione proíonder per si giufta-jcaula il fangue , non cedendo noi a verun'altro nella prontezzad’abbracciare si degna occaftone, quando futile lo richieda delpublico bene . Si degni V. Santita d’accoglier col fuo paternoamore quefti noftri rcligioíiftimi fentimenti, e di preícriverci pernoftro go verno la forma de’ fuoi ordini, mentre tutti proftratiattendiamo g'iuntamente la fua fanta benedittione,». con bacciarlehumilmentc ifantiftimipiedi. Malta li 25. Febraro rô&p-Di V.San-tità humiiilfimi, e devotiiïîmi Servi U G. Maeftro dello Spedale ,e del Santo Sepokro diGerufalemme Fr. D. Gregorio Caraftà .
Zi Prior della Chiefa Fr. Pietro Viani . Il G. Comendatore Villa-ges, e feguiva la fottoicrittione di tutti gli altri Coniïglieri.
Alla quai lettera rifpofe poi il Pontefíce col feguente Breve .
Dilcâis Filiis Gregorio Caraffse Hofpitalis S. Joannis Hierofo- ÂpQ ’*lyiDitam Magno Magiilro, & cjus Confino. j po ß tt mu
Innocentius P. P. XI. Diledli Filii faîutem, & Apoftolicam be- predetunediftionem. Eiiî de ftrenuo ergo Chriftianam Rempublicam, le,ter *'cujus fecuritati continenter excubatis , iludió vcftro praeclara no-bis non deerant aigumenta , peigratum tamen accidit novum, &inligne illud , quod accepimus in litteris \ eftris , quibus fignifi-caus deliberafle vos , nobis ipfis quodamodo majores adver-fus immanifsimum cjufdem Reipublicæ hoftem longé validioremconiuetô claftem immittere. Qua de re fu ut ubcrtoies pieiaii ,ac loituudini veitræ laudes tribuimus, ita non omittemus enixasadeum, cui venti, ac mare obediunt , preces dare, ut inclytisconatibus veftris pivefto ..iïê dignetur, ilJofque fauftis evennbusfecunda e . Coercía ad expeditionem, quam adornaris, lpe-itantia, a dile&o filio Magiitro Innico Caraeciolo iftic Inquifuo-
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