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Var ere<f« Gene-rale dtMalta d'attaccartTrennet.
Che nonmiene Je-guttu dagh ai triCapí,
rao LIBRO
rere? Rifpofc che fi pafsafsc auanti > tenendofi accofto a! terre-no per confervar il fopravento, e navigandoii in ordinanza dibattaglia, fi procedefse alfattacco, Fii quefto parere approva-to con applauib generale, e fattofi arme in coperta, ad un tirodella Reale fi mofseogni Legno, cercando di pigÜare ilfuopo-fto, tenendofi le Navi aiquanto in mare, e le Galeazze più verfoil terreno , col quai ordirie procedutofi in vicinanza delia Canea,e vifto dal Generale di Malta , ch’ i Nemici non facevano motoalcuno per ufeir a combattere, tenendofi tanto più per ficuti \ re-cati auvifi, fece dire al Principe efièr quefta una bellifsima occa-fione d’inveftire quei Vafcelii, che ftavano dalla parte di S. Teo-doro, e che fe ne potea promettere certa la vittoria, vedendo nonefser i Nemici in iftato d’opporfi a noftri con tutte le loro forze.Per tre volte il noftro Generale fèce quefta iftanza, & ogni voltagli fù riípofto che S.Tèodoro era troppo forte,& eiTer più fpedien-te unirfiprima con f Armata diSuda, come s’ era deliberato. Nien-tedimeno replicando egli che non era fuá intentione di combatte-re il Forte, ma i Vafcelii, mafsime rimanendoin noftro arbitriocol dar fondo trâ il Forte, e la Canea d’impedire T unione delleGalere nemiche, piacque in modo a i foldati delPArmata queftoparere, che ne diedero efultanti fegni per il de fi der io d’attaccarein si fatta congiuntura, e dalla baldanza de gli animi fe n’ augura-va infallibile la virtoria, fe la fortuna predominante de' Turchi nons’opponeva à progrefsi deXhriftiani. Non piacque perô queftarifolutione ag’ialtriComandanti con difpiaceredelle Militie,ediquellt in particolare, che conofcevano di quanta importanza i'oflene I principio di si fàtta guerra il privar il Nemico delle forze ma-ritime : ma fiando efsi attaccati aile dileberationi prefe, rivolièro leprue al Porto di Suda, ove non si trovo nè Galere , nè Navi, nèpur reliquia d'efercito, eflendofi ie Galere, e le Navi partite i?giorni avanti per la Città di Candia, c le genti di terra, fèguita lareih della Canea, s’ eran difperlè per diverfe parti del Regno .
Alf ingreftb della noftra Armata in quel Porto follevofsi la For-tezza di Suda dall’ apprenfione delf Aftcdia, havendole già i Tur-chi fatta 1’ intimatione della reía, níoluti d'atiaccarla tofto chefi foíibro sbrigati dal riparare le ruine della Canea . La Capitanadel Golfo, eífendo caiica dr gran lomme di dannariper li bilognidella guerra, navigo col Provcditor Marcello in Candia, eftan-dofi alf afpettatione de' fupplimenti di quella Città, finalmente allíïo del mefearrivarono a Galere, & il giorno apprtlío altre
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