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prenfione, crebbe al foumio nel principio di queft' anno, intenden-fnMalu d° c ^ a Vaícelli vcnuti di Levante che giá una parte dell’ Armatadiu' Jr- ^ ava f' u °ri de’ Dard anelli. Spediifi incontanente un Brigantino inmata Levante a fpiarne il numero , e gl andamenti, e nell’ifteiïô tempoTunb. fi commefse a quattro Signori della G. Croce di riconoícer le pro-Elettiom VJ ^ 0J ^ da bocea, e da guerra, e confiderar il bifogno , che v’ era d’-d'offittah efse, e delle Gcnti da condur di fuori per pre/idio di quelle Piazze.di guerra S’eleíTero per Agozini Reali i Comendatori Fr. Lodovico di Mer-les Beauchamps, Fr.Pietro Anfclmi, Fr.Gio:Brandao, e Fr. Chri-íliano d’ Hoilerhauicn , e fi ipedirono gli avvifi à Cavalieri, e Reli-giofi in tutti i Priora ti di Rar fi alie/liri, e pronti per comparir inConvento alle Citationi Generali, che fi farebbono fàtte in cafo dimaggiori íóípetti. Ma non tardo molto il Brigantino col fuo ritor-no infierne con altri Baílimentí di Levante a liberar il Convento, etutta la Chriftianità da quefti timori , portando avvifo della morteSnitano ^ Sultano Amurat feguita nelT ifleíTo principio di queft’ anno perJmnrat ^ immoderatezza del vino bevuto nelle feile del Bailan, o fia Paíquade’ Turchi, in ctà di 52 anni, quintodecimo del fuo Imperio, vigo-rofo di corpo, e piú di fpirito ; né rimaílone in vita alcuno de’ íuoíGhfucce Figliuoli, gli íuccefe Ibrain fuo Fratello primo di tal nome, palian*de Uram do dalla prigione al Trono, huomo di mente ítupido, e d'ingegnoJtl o Fr ‘ l abiettiffimo, che come incapace di fargli rivolte, era flato íerbato in‘ vita da Amurat. Onde rifletendo egli ne gli ulrími íoípiri d’ haver. levato la vita a gli altri duc Fratelli Baiazet, & Orcano, Principi d’-alti ípiriti, e riferbato all’ Imperio 1 ’ inetto Ibrain, ne fenti il mag-giore de’ íuoi tormenti .
Ceflhti i foípetti del Turco, s’ercíTe toftoil Convento nel pen-fiero di qualchc honorata fattione, efícndo entrato al comando dél-ie Galere il Principe Langravio , Gio vine ardente , e tutto bramofoII Com. ¿i gloria. Era ufeito all ’hora d’una dura fervitii diTunifiil Co-dJfcb'a. men dator Boisboudran da lui foíFerta per 12 anni, e come era tenu-vo mTu - to anco da quei Barbari in riputatione di valore, un giorno il Genc-nifhejua rale de’ Coríari Cara Hoggia, moftrandogli il grofío, e poderoíbartionc. y a p cc ]j 0} c h' cgli montava, gli addimandó s’ alia fquadra di Maltainfierne con quella di Fiorenza fárebbe baftato 1 ’ animo d’ attaccar-lo ? Al che intrépidamente gli rifpofe che le Galere di Malta nonhavevano mai iucontrato Vafcello Nemico, ch’ attaccato, né attac-cato, che prefo non 1 haveflero : Ove monta to in furia il Barbarogli fcaricô una guanciata, né potendofene all hora il Cavalier vin-dicate, fe la legó al cuore, c nel venir a Malta of servato che nel
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