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rica che cia fcun Officia )e attendeffc al proprio debito . I Soldad•> godeííéro franchigia,&efentione dalle guardie,& i Capitani alcunealcre prerogative, e fôiïèro tenutifarla raílcgaa una volcádmele,e due volte I anno la raflcgna generale, con alni articofi, ma inparticolare che s’intendeffc queíta milicia eretta fenza pregiudiciodel comando del Marefcialle , e premincnza della Lingua d Al ver-gna. Cosi nel mefc di Decembre propofta dal Gran Maeftro inConftglio qucila di (politione , egiudicata degna deba fua provi-. . , dcnza, fu concordemente lodata , &approvata.
Cancheé Eftendo vacato iji Bagliaggio di Manoaica per l’aiTuntione delG.Maeftro, vi fu electo il Com. Fr- Criftoforo de Ceitrcs Cou-muns.AJ Priorato di Dada Fr. Gio: Corrado de Kosbach ,]aician-do il Bagliaggio di Biandeburgo a Fr. Corrado Scheiiart de Mero-de. AIT Officio di Segretario del Te loro, efèrcitato primada Fr.Giacomo Lancegiie Capellano Pro vénzale, fu electo il Com. Fr.Ottavio Bandinelli Senefe, & in Capitani delle tre Galere SantaMaria, S. Paolo, e Saut’ Ubaídeíca i Cavalieri Fr. FranccfcodeTalhuet, Fr. Gio; Battifta Caracciolo, e Fr. Bartolomeo Galilei.
II Principe di Paterno-, e Duca diMontalco Vicere di Sicilia, per-ftftendo nef iuo ídegno contro la Religione per le caufe auviiate, nè_ contento della negatione delle tratte ordinarie,, pafsô a. maggioririfentimenti, ordinando a Commiftarij Régi ch’in c a pitar le Ga-lere di Malta ne’ Porti di Sicilia le riceneilèro a modo di riprelaglia,1^37 &effêndo a punto- ne’ primi giorni dell entrante Anno 1637. én-trate in Siracuia due di quelle Galere per condur a Malta il J3ag!ioValdina, che fe ne tornava dalla fua Ambaiciata di Palermo , inteleeglfda quel Capitán d Arme che per ordine del Vicerè doveva ar~redarle; onde n auvisô fubito i noftri Capitani, i quali prevenendoil tempo della lorza, ft mollero frertoloiamente per ufeire del Por-to . Ma il Capitán d Arme, che contro 1 ordine dato le vedeva fug-Ctnnand" gire, fece loro dalle mura della Cittá fparare ftn’a 12 cannon. ice-vuéjiiGu- P er °^l I S ;lt 'lc a tornarfene addietro, nientedimem prelervate colUre di> Divino anuo, íeguirono il loro camino, e pervennero a íalvumentocapítol a Malta. Dal quai furceffo fuor di mo Jo alter ati il G. Maeftro , ediStracu deputarono fei Commiíftirii del corpo loro , affin che pig'ia-
/4. ~ I e le debite informationi poteífero devenire à cio che piáconvenií-
fe, & eièguita daquefti la commiffione, eriferitoil lor parere, ftprefe deliberatione prima d ogn' alero impegno di Icriver una letreraL ter4[ in nome loro al Vicere con fimili eípreíftoni. >
Cran M e Ch egíino da íoli Miniftri di Sua E.ccllenza, e da quelli del Vi-ce; è